Si è conclusa la consultazione di 60 giorni (dal 26 marzo al 25 maggio 2026) sul progetto di parere del SEAC, il Comitato per l’analisi socioeconomica dell’ECHA, relativo alla proposta di restrizione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Sono pervenuti 3.511 commenti da oltre 3.200 organizzazioni e circa 250 persone fisiche, con una partecipazione molto ampia di industria, società civile, mondo accademico e autorità pubbliche.
A pesare di più sono state le imprese, che da sole rappresentano il 61,6% dei contributi, seguite dalle associazioni di categoria e industriali (25,9%). Più contenuta la quota di persone fisiche (7,7%), ONG (2,4%), autorità nazionali (1,4%) e mondo accademico (0,9%).
La consultazione era articolata in più questionari: uno sulla parte generale del parere, uno sulla fabbricazione dei PFAS e 14 dedicati a settori specifici valutati dal SEAC. La maggioranza dei commenti ha riguardato il questionario generale (45,1%); tra i comparti, i più attivi sono stati elettronica e semiconduttori (12,7%), applicazioni dei gas fluorurati (6,6%), energia (6,2%), trasporti (6,1%) e lubrificanti (5,3%). Significativi anche i contributi su fabbricazione di PFAS (4,2%), dispositivi medici (3,5%), trattamento e galvanica dei metalli e produzione di manufatti metallici (2,5%), prodotti da costruzione (2,5%), materiali a contatto con alimenti e imballaggi (2,1%) e tessili (1,9%).
I commenti si sono concentrati sugli impatti socioeconomici della restrizione: disponibilità di alternative, periodi di transizione, costi e ricadute sulla competitività.
Tutti i contributi sono già stati pubblicati sul sito dell’ECHA (a eccezione delle parti indicate come riservate). Il SEAC sta ora valutando le osservazioni supportate da evidenze, per confermare o modificare le conclusioni del progetto di parere, e dovrebbe adottare l’opinione finale entro la fine del 2026. Insieme al parere già adottato dal Comitato per la valutazione dei rischi (RAC, 2 marzo 2026), i due pareri finali saranno trasmessi alla Commissione europea, che proporrà la restrizione per la discussione e il voto nel Comitato REACH, composto dagli Stati membri dell’UE.
La proposta di restrizione è stata predisposta dalle autorità di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, presentata all’ECHA il 13 gennaio 2023, e mira a ridurre le emissioni di PFAS nell’ambiente rendendo prodotti e processi più sicuri.
Cosa significa per le imprese. In attesa della decisione finale, è opportuno mappare gli usi di PFAS lungo la propria catena, individuare le alternative disponibili e stimare per tempo costi e periodi di transizione. M.E.CON. affianca le aziende — in particolare nel trattamento dei metalli e nei processi industriali — nell’analisi di esposizione, nella conformità e nelle strategie di sostituzione.

Fonte: ECHA — comunicato del 3 giugno 2026, «Consultation on the SEAC draft opinion on PFAS restriction – outcome» e dataset dei commenti della consultazione · echa.europa.eu. Per una valutazione sul tuo caso specifico, contattaci.

